Unione Cacciatori di Sardegna - U.C.S.

STATUTO


TITOLO I

ARTICOLO 1
Costituzione – Sede

E' costituita l'Associazione Venatoria di soli cacciatori denominata  “UNIONE CACCIATORI DI SARDEGNA U.C.S.”
L'Associazione ha come segno distintivo un cerchio orlato di colore giallo oro, recante in alto la scritta in semicerchio “UNIONE CACCIATORI DI SARDEGNA” e in basso la scritta U.C.S. con al centro il simbolo riproducente la testa di pernice sarda e un aratro antico di colore giallo, il tutto su sfondo bianco.
L'Associazione ha sede provvisoria in Cagliari.

ARTICOLO 2
Scopi

L'Associazione si prefigge, nel rispetto della Costituzione Italiana e delle leggi, il raggiungimento dei seguenti scopi, nell'interesse dei propri associati:
- Tutela del diritto di caccia e delle attività sportive alla stessa connesse;
- Tutela e difesa dei diritti del territorio e di tutte le attività compatibili in esso presenti.
- Tutela dell'ambiente, dello spazio naturale e del paesaggio.
In relazione a tali scopi l'Associazione rivolge la propria attività all'educazione ed alla preparazione tecnica dei cacciatori, alla diffusione dello sport venatorio, all'incremento del patrimonio faunistico, alla salvaguardia del territorio da ogni forma di inquinamento e di degrado, all'incremento della conoscenza della legislazione che regola l'esercizio della caccia, e che garantisce la tutela dell'ambiente; alla prevenzione di tutte le attività contrarie alle norme di legge, contribuendo altresì alla repressione delle stesse anche a mezzo della istituzione di un servizio di guardie giurate volontarie.


TITOLO II

ARTICOLO 3
Soci

Possono fare parte dell'Associazione i soci  aderenti che siano esclusivamente cacciatori, che non facciano parte di altra Associazione venatoria e che siano muniti di regolare porto d'armi valido per l'esercizio della caccia, di cui alla L.R. 23/98.
L'adesione a socio avviene al momento della sottoscrizione della tessera associativa annuale.
Le domande di ammissione  devono essere accettate dal consiglio direttivo della sezione comunale di competenza, che provvederanno a consegnare la relativa tessera di iscrizione e a  trasmettere alla giunta esecutiva regionale la comunicazione della nuova adesione entro dieci giorni.
La giunta esecutiva regionale dell'Associazione può deliberare entro i successivi dieci giorni di non confermare l'ammissione all'associazione.
I soci hanno diritto:
a) di partecipare alle attività associative;
b) di partecipare alle elezioni dei dirigenti dell'associazione, secondo le norme stabilite nel presente statuto;
c) di partecipare alle assemblee nazionali e regionali a mezzo dei propri delegati;
d) di usufruire di tutti i servizi resi dall'Associazione U.C.S..
I soci hanno il dovere:
a) di partecipare attivamente alla realizzazione dei fini istituzionali,
b) di osservare scrupolosamente le disposizioni legislative e regolamentari vigenti in materia di caccia e di tutela dell'ambiente;
c) di comunicare agli organi dell'Associazione, le infrazioni alle norme predette delle quali siano venuti a conoscenza;
d) di osservare le disposizioni del presente statuto, ed altre successive emanate dall'Associazione.
I soci non in regola nel pagamento della quota associativa, sono sospesi dalle attività alle quali hanno diritto.
Sono cause di esclusione del socio i comportamenti contrari agli scopi sociali.


TITOLO III

ARTICOLO 4
Organi

Sono organi dell'Associazione:
- l'Assemblea Regionale, le Assemblee provinciali e le Assemblee comunali, ciascuna con i propri Presidenti, Vicepresidenti, Componenti, Segretari e la Giunta Esecutiva Regionale.
Questi organi, composti come indicato negli articoli seguenti, godono di autonomia gestionale, amministrativa, contabile e fiscale.


ARTICOLO 5
Assemblea Regionale

L'Assemblea Regionale è costituita:
- dai presidenti dei Consigli provinciali e comunali o loro sostituiti, muniti di apposita delega scritta, della sezione di appartenenza.
I delegati comunali sono eletti dall'assemblea comunale tra i propri soci, in sopranumero rispetto al presidente e ai componenti del consiglio direttivo.
Intervengono altresì all'Assemblea, senza diritto di voto, i revisori dei conti regionali, i probiviri, i commissari straordinari.
L'Assemblea Regionale è convocata, almeno una volta l'anno, dal Presidente dell'Associazione “Unione Cacciatori di Sardegna” U.C.S. entro il 30 giugno per l'esame della gestione annuale.
L'Assemblea potrà inoltre essere convocata oltre che quando il Presidente  dell'Associazione lo ritenga necessario, su richiesta motivata di tante sezioni comunali, che rappresentino un terzo di quelle esistenti, ed entro trenta giorni dalla richiesta.
L'Assemblea Regionale potrà essere convocata, alternativamente, mediante comunicazione spedita a mezzo lettera raccomandata a  tutti gli organi che hanno diritto di voto con preavviso di almeno cinque giorni, oppure mediante pubblicazione dell'avviso recante il giorno, l'ora ed il luogo della riunione su un quotidiano locale a diffusione regionale almeno dieci giorni prima della data della riunione oppure mediante affissione del relativo avvio presso la sede di ogni sezione comunale e provinciale per i dieci giorni antecedenti alla data della riunione.
L'avviso deve contenere un dettagliato ordine del giorno delle materie trattate, inoltre  il giorno, il luogo e l'ora in cui si terrà la prima convocazione, nonché il giorno, il luogo e l'ora in cui si terrà la seconda convocazione, qualora nella prima non si raggiungesse il quorum previsto dal presente statuto.
L'Assemblea in prima convocazione è validamente costituita dalla metà più uno degli aventi diritto al voto.
In seconda convocazione, che potrà effettuarsi anche nella stessa giornata è validamente costituita qualunque sia il numero degli aventi diritto.
Le delibere sono prese a maggioranza semplice.
Le delibere aventi ad oggetto la carica di presidente e le modifiche statutarie devono essere assunte con i voti favorevoli di almeno 2/3 degli aventi diritto.
Qualora, dopo due successive votazioni, da tenersi a distanza di non più di 30 giorni non si raggiunga la maggioranza su indicata, il Presidente sarà eletto a maggioranza relativa degli aventi diritto.
L'Assemblea elegge la commissione elettorale ed il suo Presidente.
La commissione composta da un numero di membri non inferiore a 3 o superiore a 5, scelti anche fra non soci, ha poteri di direzione e di controllo delle operazioni elettorali, nonché di risoluzione delle eventuali controversie.
Gli elenchi dei candidati a comporre la commissione elettorale devono essere presentati almeno 30 giorni prima della data fissata per le elezioni alla giunta esecutiva regionale, e devono essere sottoscritti da un numero di presidenti e delegati delle sezioni comunali non inferiore a dieci.
L'Assemblea regionale provvede a:
- nominare ogni quattro anni il Presidente Regionale, i due vicepresidenti, cinque componenti del Consiglio Regionale, il Collegio dei probiviri, il Collegio dei revisori dei conti;
- modificare lo Statuto;
- approvare la relazione sulla gestione annuale;
- approvare il conto consuntivo ed il bilancio preventivo;
- esprimere giudizi, indirizzi e deliberare sugli argomenti posti all'ordine del giorno.
Le votazioni vengono effettuate con voto personale e palese dei presenti.
E' ammesso il conferimento della delega, purché la sottoscrizione del delegante sia autenticata dal consiglio direttivo appartenente dello stesso.
Le votazioni relative alla nomina delle cariche sociali avvengono a scrutinio segreto.


ARTICOLO 6
Presidente Regionale

Il Presidente è scelto tra i soci e deve essere un cacciatore e cittadino italiano.
Ha la rappresentanza legale dell'Associazione e ne firma gli atti.
Presiede il Consiglio Regionale.
Da attuazione ai deliberati degli organi collegiali ed è responsabile nei confronti dell'Assemblea Regionale del perseguimento delle finalità statutarie.
Può adottare deliberazioni in via d'urgenza, quando sia necessario provvedere ad atti dovuti ovvero ad adempimenti indifferibili.
Tali deliberazioni devono essere sottoposte, per la ratifica, alla Giunta esecutiva o all'Assemblea nella prima riunione utile e comunque non oltre 60 giorni dall'adozione.
Sentita l'Assemblea, può nominare commissari straordinari da inviare alle Province specificandone i relativi poteri.
Il Presidente convoca l'Assemblea Regionale e la Giunta esecutiva.
Può altresì convocare le Assemblee provinciali e quelle comunali.
In caso di dimissioni del Presidente, le sue funzioni sono esercitate per l'ordinaria amministrazione dal più anziano dei vicepresidenti, il quale entro 60 giorni dovrà convocare l'Assemblea per l'elezione del nuovo Presidente.


ARTICOLO 7
Vicepresidente Regionale

I Vicepresidenti sono due.
Esercitano i poteri  loro delegati dal Presidente e dall'Assemblea Regionale.
Il Vicepresidente più anziano d'età sostituisce il Presidente in caso di impedimento.
Delibera le variazioni di bilancio, il tipo, la misura e la destinazione dei contributi, ordinari e straordinari, a sostegno delle iniziative interne ed esterne tese a perseguire i fini di cui all'art. 2.
Determina l'importo del contributo associativo annuale e la sua ripartizione, dichiara la decadenza dei componenti degli organi collegiali, ai sensi dell'art. 26 punto 4, previa verifica dei motivi di giustificazione.
Si riunisce sia nella sede dell'Associazione che altrove, quando il Presidente ne ravvisi la necessità.


ARTICOLO 8
Giunta Esecutiva Regionale

La Giunta Esecutiva è composta dal Presidente Regionale, dai Vicepresidenti Regionale e da 5 componenti eletti dall'Assemblea Regionale nel proprio ambito.
Delibera in merito a tutte le materie necessarie o convenienti al perseguimento dei fini statutari, fatta eccezione per le competenze attribuite dal presente statuto agli organi.
Esercita i poteri delegati dell'Assemblea Regionale e giudica sui ricorsi avverso i provvedimenti di cui all'art. 30.


ARTICOLO 9
Collegio dei Probiviri

Il collegio è composto da tre membri effettivi più un supplente, eletti dall'Assemblea Regionale.
Il collegio elegge nel proprio ambito, mediante votazione segreta, il Presidente.
Opera di norma presso la sede regionale dell'Associazione e, per motivi urgenti o di più opportunità può essere convocato altrove dal Presidente.
Il collegio dei probiviri giudica entro 60 giorni, in via definitiva, sui ricorsi avverso i provvedimenti disciplinari di cui all'art. 30, e su ogni controversia tra i soci dell'Associazione, e tra questi e gli organi comunali, provinciali e regionali.
Esprime pareri sulle questioni ad esso sottoposte dal Consiglio o dal Presidente Regionale, e decide su di esse qualora ne fosse richiesto, nonché sui ricorsi elettorali ai sensi dell'art. 27.


ARTICOLO 10
Collegio regionale dei revisori dei conti

E' composto da tre membri effettivi ed un supplente eletti dall'Assemblea Regionale.
Il collegio elegge nel proprio ambito il Presidente, mediante votazione segreta.
Il Collegio controlla la regolare tenuta della contabilità, nella osservanza della legge e dello Statuto.
Di ciascuna verifica viene redatta relazione su apposito registro, precedentemente vidimato dal Presidente Regionale.
Il Presidente dei revisori partecipa alle riunioni del Consiglio Regionale e può partecipare a quelle della Giunta Esecutiva.


ARTICOLO 11
Segretario Generale

Il Segretario è nominato dall'Assemblea Regionale tra i soci dell'Associazione.
Coordina e dirige il funzionamento degli uffici centrali e provvede alla esecuzione delle delibere e delle disposizioni emanate dagli organi statutari centrali.
Partecipa alla riunione dell'Assemblea Regionale e della  Giunta  redigendone il relativo verbale.
Cura i rapporti con le strutture periferiche.


ARTICOLO 12
Sezioni Comunali

Le Sezioni comunali hanno sede nei comuni di ogni provincia e
sono formate dai soci residenti in quei comuni.
Ove particolari situazioni locali lo richiedono possono essere costituite, dalla Sezione Provinciale di competenza, sezioni comunali comprensive del territorio di più comuni.
E' in facoltà delle Sezioni Comunali, su richiesta dei soci interessati, ovvero quando particolari esigenze o condizioni locali lo richiedono, di costituire alle loro dirette dipendenze, Sottosezioni nelle frazioni del comune o centri abitati periferici.
E' in facoltà dei soci di due o più comuni confinanti ed appartenenti alla stessa provincia di associarsi, per costituire una unica Sezione con il nome dei vari comuni e di deliberare in Assemblea tale unione qualora le Sezioni non fossero già costituite.
Le sezioni comunali fanno capo, ai fini di indirizzo e coordinamento, alla Sezione provinciale di competenza. Le sezioni comunali svolgono nel territorio di giurisdizione le attività consentite dallo statuto collaborando fra loro e con gli altri organi per il raggiungimento degli scopi istituzionali.
In particolare le Sezioni comunali provvedono:
a) alla educazione ed alla preparazione tecnica dei soci, avendo soprattutto cura di diffondere la conoscenza delle norme di legge che regolano l'esercizio della caccia attraverso iniziative a carattere culturale, ricreativo, propagandistico ed agonistico.
b) alla promozione di iniziative intese all'incremento, alla tutela del patrimonio faunistico ed alla difesa dell'ambiente, con eventuale collegamento con altre Sezioni; collaborano, inoltre, alle iniziative prese al riguardo dagli Enti Pubblici competenti per territorio.
c) alla prevenzione di tutte le attività contrarie alle norme di legge, contribuendo altresì alla repressione delle stesse a mezzo della istituzione di un servizio di guardie giurate volontarie.
d) alla tenuta dell'elenco annuale dei soci.
e) alla riunione in assemblea dei propri iscritti, secondo le norme del presente statuto.
f) alla istituzione di particolari forme di assistenza a favore dei propri iscritti ed alla organizzazione di mostre, concorsi ed altre iniziative di carattere venatorio, cinofilo, ed ecologico.
g) alla costituzione di Commissioni ed al conferimento di incarichi per necessita funzionali della Sezione.
h) al mantenimento di rapporti con associazioni, circoli, gruppi, creati con  finalità sportive o ecologiche, collaborando con gli stessi per i comuni scopi ed interessi.


ARTICOLO 13
Assemblee Comunali

Le Assemblee comunali sono formate dai soci delle Sezioni comunali.
I partecipanti alle Assemblee comunali votano personalmente: non è ammessa la delega.


ARTICOLO 14
Consiglio Direttivo delle sezioni comunali e Dirigenti delle sottosezioni

Le sezioni comunali e le Sottosezioni sono rette da un Consiglio direttivo composto da non meno di tre membri eletti dai Soci.
Fanno altresì parte del Consiglio direttivo i delegati della sezione eletti dai soci nella misura di uno ogni settanta iscritti. 
Il consiglio direttivo elegge nel proprio ambito, mediante votazione segreta, il Presidente, il Vicepresidente ed il Segretario della Sezione.
Le sottosezioni costituite ai sensi dell'art. 12 punto 3 del presente Statuto, possono, in alternativa, essere rette da un Presidente assistito da almeno un Segretario, eletti dagli iscritti alla Sottosezione.


ARTICOLO 15
Sezioni Provinciali

Le sezioni provinciali hanno sede nel capoluogo di ogni provincia e sono composte dai comuni facenti parte della provincia.
Le sezioni provinciali svolgono nel territorio di giurisdizione i compiti previsti dallo Statuto, collaborando tra le stesse e con gli organi istituzionali.
Le Sezioni provinciali provvedono altresì:
a) al controllo delle Sezioni comunali, fornendo loro direttive per il raggiungimento delle finalità istituzionali;
b) alla educazione venatoria ed alla preparazione tecnica degli iscritti e degli aspiranti cacciatori della provincia, avendo soprattutto cura di diffondere la conoscenza delle norme di legge che regolano l'esercizio della caccia. Organizzano corsi di vigilanza e per la formazione di esperti naturalistici e di tecnici di ripopolamento;
c) ad iniziative a carattere culturale, ricreativo e propagandistico;
d) allo svolgimento dell'attività agonistica nell'ambito della propria competenza territoriale anche mediante apposite commissioni;
e) all'incremento ed alla tutela del patrimonio faunistico con eventuali accordi con altre Sezioni e collaborano alle iniziative prese al riguardo dagli Enti Pubblici competenti;
f) alla organizzazione di gruppi di difesa ambientale e boschiva, in particolare con funzioni antincendio e di protezione civile;
g) alla riunione in assemblea, secondo le norme del presente statuto, dei Presidenti delle Sezioni comunali della Provincia;
h) alla istituzione, conservazione ed aggiornamento dello schedario degli iscritti della provincia;
i) alla istituzione di particolari forme di assistenza a favore dei soci delle Sezioni comunali della provincia ed alla organizzazione di mostre, concorsi, ed altre iniziative a carattere venatorio, cinofilo, agonistico, sportivo ed ecologico;
1) alla costituzione di Commissioni ed al conferimento di incarichi;
m) alla costituzione di organismi di coordinamento tra Sezioni comunali.


ARTICOLO 16
Assemblee Provinciali

Le assemblee Provinciali sono formate dai Presidenti delle Sezioni Comunali.
Partecipano altresì alle assemblee provinciali i delegati delle sezioni comunali eletti nei comuni di quella provincia e uno ogni 50 iscritti o frazione di 50.
I Presidenti delle Sezioni Comunali possono farsi rappresentare da altro membro dei Consiglio direttivo della sezione previa delega iscritta.


ARTICOLO 17
Consiglio Direttivo delle sezioni provinciali

Le sezioni provinciali sono rette da un Consiglio direttivo composto da non meno di sette membri eletti dall'assemblea. II Consiglio direttivo elegge, nel proprio ambito con votazione segreta, il Presidente, uno o più Vicepresidenti ed il Segretario della Sezione.


ARTICOLO 18
Collegio dei revisori dei conti delle sezioni comunali e provinciali

Presso ogni sezione comunale e provinciale è presente un revisore dei conti nominato dal presidente della sezione stessa.
Al revisore dei conti competono le funzioni di cui all'art. 10 del presente statuto.


ARTICOLO 19
Disposizioni concernenti le assemblee comunali e provinciali e compiti delle medesime

Le Assemblee delle Sezioni comunali e provinciali vengono convocate, in via ordinaria, dai Consigli direttivi delle Sezioni stesse, almeno una volta l'anno, rispettivamente entro il 31 marzo e il 30 aprile.
Le Assemblee comunali e provinciali che provvedono al rinnovo delle cariche per il nuovo quadriennio debbono svolgersi rispettivamente entro il 28 febbraio e 31 marzo.
Esse possono essere convocate in via straordinaria ogni qualvolta i consigli delle Sezioni comunali e provinciali lo ritengono opportuno o quando lo richiedano, con motivata domanda firmata individualmente, almeno un terzo dei soci della Sezione comunale, nel caso di Assemblea comunale, e tanti Presidenti di Sezione comunale, che rappresentino almeno un terzo delle sezioni della provincia, nel caso di assemblea provinciale.
Le assemblee comunali o provinciali, sia ordinarie che straordinarie, debbono essere fissate in prima e in seconda convocazione.
L'assemblea comunale in prima convocazione è costituita con la presenza di almeno un terzo dei soci della Sezione comunale.
L'Assemblea provinciale in prima convocazione è costituita con la presenza di tanti Presidenti di Sezione comunale che rappresentino almeno la metà più una delle sezioni della Provincia.
In seconda convocazione, da fissarsi nello stesso giorno e luogo della prima ad almeno un'ora di distanza, l'Assemblea comunale è costituita qualunque sia il numero degli intervenuti, l'Assemblea provinciale qualunque sia il numero delle Sezioni rappresentate.
L'assemblea provinciale in cui si effettuino votazioni per l'elezione del Consiglio direttivo è costituita, in prima convocazione, se siano rappresentata almeno la metà più una delle Sezioni della provincia; in seconda convocazione se siano rappresentate almeno un terzo delle stesse.


ARTICOLO 20
Deliberazioni

Le deliberazioni delle Assemblee Comunali e Provinciali sono valide quando riportino l'approvazione di almeno la metà più uno dei presenti.
Le Assemblee Comunali devono essere convocate con preavviso di almeno dieci giorni.
L'annuncio deve essere ampiamente pubblicizzato e rimanere affisso per i dieci giorni  precedenti l'Assemblea, nella sede sociale.
Le Assemblee Provinciali devono essere convocate con le modalità di cui all'art. 5 punto 4.
Le Assemblee Comunali e Provinciali, nel caso di comprovata urgenza, possono essere convocate telegraficamente con preavviso di cinque giorni.
Esse provvedono:
a) ad approvare i rispettivi bilanci;
b) a deliberare sugli argomenti indicati nell'ordine del giorno e sulle varie ed eventuali;
c) a nominare una Commissione elettorale ed a provvedere alle modalità elettorali, con facoltà di dare mandato alla Commissione stessa di determinare dette modalità; a svolgere seduta stante le operazioni elettorali, quando ne sia stato dato avviso nell'ordine del giorno dei lavori ed i presenti decidano di procedere, nella riunione della stessa, alle votazioni per l'elezione del Consiglio direttivo e del Collegio dei Revisori dei Conti.


ARTICOLO 21
Compiti dei Consigli Direttivi Comunali e Provinciali

Giunta Provinciale

Il consiglio direttivo decide sulle questioni di massima e di indirizzo attinenti all'attività della Sezione; convoca le Assemblee e redige il relativo ordine del giorno; compila i bilanci della Sezione da sottoporre all'Assemblea: autorizza le spese; provvede, autonomamente e sotto la propria responsabilità, alla assunzione ed al licenziamento del personale dipendente dalla Sezione, obbligando in proprio la Sezione.
Il Consiglio direttivo provvede alla designazione dei rappresentanti negli organismi pubblici di interesse venatorio ed ecologico.
Il Consiglio direttivo provinciale può eleggere, nel proprio ambito mediante votazione segreta, una Giunta esecutiva alla quale delega i poteri limitatamente a determinate materie.
La Giunta esecutiva, in caso di urgenza, può deliberare su altri argomenti.
Tali deliberazioni debbono essere sottoposte alla ratifica del Consiglio direttivo nella prima riunione e non oltre sessanta giorni dalla decisione.
Il Consiglio direttivo adotta le sue deliberazioni a maggioranza dei presenti; in caso di parità è determinante il voto del Presidente.
Le riunioni del Consiglio direttivo si tengono ogni qualvolta il Presidente lo ritenga opportuno, almeno una volta ogni tre mesi; sono valide quando sia presente almeno la metà più uno dei componenti.
Un terzo dei Consiglieri può chiedere la riunione del Consiglio presentando l'ordine del giorno.
I Consiglieri che, senza giustificato motivo, non prendano parte per tre volte consecutive alle riunioni del Consiglio decadono dalla carica.
Alla sostituzione dei Consiglieri e dei dirigenti che venissero a cessare dalla carica, si provvede mediante surrogazione con il primo dei non eletti o, in mancanza di questi, con elezioni parziali che dovranno essere effettuati in occasione della prima Assemblea.
Il Consiglio direttivo della Sezione comunale giudica entro sessanta giorni dalla scadenza del termine concesso all'interessato per le eventuali controdeduzioni, le infrazioni commesse dai soci e in caso di gravame trasmette i relativi atti al Consiglio dei Probiviri che decide entro sessanta giorni dal ricevimento degli atti.
Il Consiglio direttivo della Sezione provinciale giudica entro sessanta giorni dalla scadenza del termine concesso all'interessato per le eventuali controdeduzioni, le infrazioni commesse dai dirigenti delle Sezioni comunali dipendenti ed in caso di gravame trasmette i relativi atti al Consiglio dei Probiviri che decide entro sessanta giorni dal ricevimento degli atti.


ARTICOLO 22
Funzionamento delle Sezioni Comunali e Provinciali

Le Sezioni comunali e provinciali sono rappresentate dai rispettivi Presidenti e, i quali convocano e presiedono il Consiglio direttivo della Sezione e curano l'esecuzione delle sue delibere.
Il Presidente è responsabile del funzionamento della Sezione, può conferire di volta in volta particolari incarichi a singoli componenti del Consiglio stesso.
Le funzioni vicarie sono di competenza del Vicepresidente più anziano di età.
In caso di assenza o impedimento dei Vicepresidenti, le funzioni sono esercitate dal consigliere più anziano di età.
Il Segretario della Sezione coadiuva il Presidente nell'esercizio delle sue funzioni e redige il verbale delle riunioni del Consiglio direttivo che sottoscrive insieme a chi le ha presiedute.
Il Presidente della Sezione comunale cura l'esecuzione delle direttive della Sezione provinciale.


ARTICOLO 23
Casi di ineleggibilità, incompatibilità e di decadenza della carica

Qualsiasi carica nell'organizzazione può essere conferita soltanto a cacciatori che siano cittadini italiani o europei purché residenti in Italia da almeno dieci anni.
Tutti i dirigenti debbono essere soci dell'Associazione Unione Cacciatori di Sardegna U.C.S.
Non possono ricoprire cariche coloro che nell'ultimo triennio abbiano riportato sanzioni disciplinari più gravi della censura o condanne definitive per delitto non colposo o provvedimenti in via amministrativa per gravi infrazioni alle leggi della caccia.
La gravità delle infrazioni è valutata con giudizio insindacabile dal Collegio dei Probiviri.
I titolari di cariche, che, senza giustificato motivo, non partecipano a tre riunioni successive del Collegio di cui siano membri, decadono dalla carica.
Non sono eleggibili a Revisori e se in carica decadono, i parenti entro il 3° grado, gli affini entro il 2° grado del Presidente, dei Vicepresidenti o dei componenti del Consiglio.
La medesima norma si applica nel caso dei revisori delle Sezioni comunali, provinciali e dei Consigli regionali.


ARTICOLO 24
Elezione dei dirigenti delle sezioni comunali

Nelle elezioni dei dirigenti delle Sezioni comunali votano tutti i soci, in regola amministrativa, della Sezione.
Sono eleggibili solo i soci iscritti alla Sezione.
Il voto dei soci è personale e segreto, e non sono ammesse deleghe.


ARTICOLO 25
Elezione dei dirigenti delle sezioni provinciali

Sono eleggibili a dirigenti delle Sezioni provinciali i soci delle Sezioni comunali che risiedono nelle Provincia.


ARTICOLO 26
Elezione dei dirigenti comunali e provinciali

Le elezioni dei dirigenti Comunali e Provinciali avvengono mediante votazione segreta espressa su liste.
Se, nei termini e modi previsti dal presente statuto, non viene presentata alcuna lista la votazione avviene su scheda in bianco distribuita dalla Commissione elettorale a ciascun iscritto, per le elezioni Comunali e a ciascun Presidente di Sezione comunale o suo Delegato, per le elezioni provinciali; risulteranno eletti i candidati che avranno ottenuto il maggior numero di voti.
Se viene presentata una sola lista risulteranno eletti i candidati della lista che avranno riportato il maggior numero di voti.
Se vengono presentate due o più liste risulteranno eletti i candidati che avranno ottenuto il maggior numero di voti anche se in liste diverse.
La lista deve contenere almeno un numero di candidati pari al numero delle cariche da attribuire.
In caso di presentazione di più di una, le altre liste presentate successivamente possono contenere anche la metà.
Le elezioni dei dirigenti delle  Sezioni comunali e provinciali sono inoltre regolate dalle seguenti modalità:
1) l'annuncio delle elezioni comunali deve essere dato ai soci della sezione nei modi previsti dall'art. 20;
2) l'annuncio delle elezioni provinciali deve essere dato per lettera raccomandata inviata ai Presidenti delle Sezioni comunali, o ai Commissari, almeno trenta giorni prima della data stabilita per l'assemblea;
3) le liste dei candidati devono essere presentate da almeno dieci soci, nel caso di elezioni comunali, e da almeno un terzo dei Presidenti di sezioni comunali nel caso di elezioni provinciali.
Tali liste dovranno essere firmate dai presentatori con l'indicazione del rispettivo indirizzo e del numero della tessera in vigore.
Le liste dovranno pervenire alla Sezione di competenza almeno cinque giorni prima del giorno stabilito per le votazioni e dovranno essere subito affisse in sede e restare esposte nella sala del seggio per tutto il periodo delle votazioni
4) sulla ammissibilità delle liste si pronuncia la Commissione elettorale nominata dalla Assemblea, in numero dispari di componenti, la quale elegge nel proprio ambito un Presidente ed un Segretario;
5) la Commissione elettorale vigila su tutte le operazioni elettorali, procede alle operazioni di scrutinio non appena conclusa la votazione e proclama i risultati redigendo apposito verbale;
6) è vietata qualsiasi forma di propaganda elettorale nella sala del seggio durante lo svolgimento delle operazioni di voto.


ARTICOLO 27
Ricorsi elettorali

Avverso la elezione dei dirigenti sezionali e ammesso motivato ricorso, nel termine di giorni cinque da quello in cui le elezioni si sono concluse, al Consiglio direttivo della Sezione Provinciale di competenza nel caso di elezioni comunali e al Consiglio regionale nel caso di elezioni provinciali.
Avverso le decisioni di primo grado e ammesso motivato ricorso al Consiglio Regionale nel termine di tre giorni dalla comunicazione della decisione. .
Eventuali ricorsi avverso le elezioni dei Consiglieri regionali debbono essere prodotti alla Giunta Esecutiva della Associazione nel termine di cinque giorni dalle elezioni.
Avverso le decisioni della Giunta Esecutiva è ammesso ricorso, in seconda ed ultima istanza, al Collegio dei Probiviri, nel termine di giorni venti dalla comunicazione alle parti interessate.
I ricorsi possono essere depositati nella Segreteria dell'organo competente o possono essere trasmessi a mezzo lettera raccomandata.
In questo caso fa fede, come data di deposito , la data del timbro postale di partenza.
I ricorsi, il cui accoglimento non porterebbe variazioni all'esito delle votazioni, sono improponibili.


ARTICOLO 28
Ratifica delle cariche

Salvo il caso di presentazione di ricorsi nei modi e termini previsti dall'art. 27, tutte le cariche debbono essere ratificate dal Presidente dell'organo preposto dopo dieci giorni e non oltre il 15° giorno dal deposito dei relativi verbali o l'invio degli stessi con lettera raccomandata all'organo immediatamente superiore.
Trascorso il 15°  giorno,  senza che sia intervenuto alcun atto dell'organo preposto, le cariche si intendono ratificate.
In caso di accoglimento di ricorsi il Consiglio dell'organo competente dispone la ripetizione delle elezioni entro trenta giorni.
Fino alla ratifica e conseguenti consegne, da effettuarsi entro dieci giorni dalla ratifica stessa, resta in carica il precedente Consiglio direttivo per l'ordinaria amministrazione.


ARTICOLO 29
Elezioni

Durata in carica dei dirigenti
Tutti i dirigenti dell'Associazione scadono dalla carica con il compimento del quadriennio; restano in carica per l'ordinaria amministrazione fino alle nuove elezioni e relative consegne.
Tutti i dirigenti dell'Associazione possono essere rieletti.
Le elezioni dei dirigenti dovranno essere concluse entro le seguenti date:
28 febbraio per i dirigenti comunali;
31 marzo per i dirigenti provinciali;
15 aprile per i dirigenti regionali;
15 maggio per i dirigenti nazionali
Nel caso non si provvede al rinnovo di cariche nei termini stabiliti l'organo immediatamente sopraordinato nomina un commissario straordinario che provveda entro quindici giorni ad indire le elezioni.


ARTICOLO 30
Provvedimenti disciplinari

Per gravi fatti di ordine morale o disciplinare o per gravi violazioni del presente Statuto le Sezioni comunali possono adottare, a seconda della gravità della mancanza, provvedimenti disciplinari che vanno dalla censura, deplorazione, sospensione sino all' espulsione dalla Associazione.
L'irrogazione di provvedimenti disciplinari nei confronti di dirigenti comporta di diritto la decadenza da ogni carica.
Nel corso del giudizio il dirigente può essere sospeso dalla carica, avverso detto provvedimento non sono ammesse impugnative.
Il dirigente sarà giudicato: se dirigente comunale, dal Consiglio provinciale; se dirigente provinciale, dal Consiglio regionale; se dirigente regionale dal Collegio dei Probiviri. Il componente di un organo giudicante che abbia interesse diretto alla vertenza deve astenersi dalla relativa decisione.
Nessun provvedimento disciplinare può essere adottato senza la preventiva contestazione dell'addebito all'interessato. A tal fine deve essere concesso un termine di quindici giorni per le eventuali controdeduzioni.
I provvedimenti disciplinari debbono essere motivati ed adottati dall'organo competente, con la presenza di almeno due terzi dei suoi componenti e vanno comunicati agli interessati mediante lettera raccomandata.
Contro tali provvedimenti disciplinari è ammesso ricorso, nel termine di quindici giorni dal ricevimento della comunicazione, al Collegio dei Probiviri.
Contro la decisione del Collegio dei Probiviri, non sono ammesse impugnative.
In ogni grado di giudizio il ricorrente ha diritto di essere sentito personalmente, ove lo richieda, dall'organo giudicante.
La notifica di tutti gli atti deve avvenire a mezzo raccomandata A.R. o telegraficamente.
Il Presidente Regionale, ove particolari circostanze sopravvengono, sentito  il Collegio dei Probiviri, può adottare provvedimenti di condono a favore di soci.


ARTICOLO 31
Nomina dei commissari straordinari

Qualora un organo dell'Associazione viene a trovarsi, per qualsiasi causa privo del Consiglio direttivo, ovvero nella impossibilità di deliberare, l'organo immediatamente sopraordinato dispone la nomina di un Commissario che provvede alla gestione ordinaria e che, nel termine di quattro mesi, indice nuove elezioni.
Il Commissario non ha diritto di voto.
Per gravi fatti di ordine organizzativo, amministrativo o disciplinare o per gravi violazioni delle norme Statutarie, il Presidente regionale di competenza provvede allo scioglimento dei consigli direttivi delle Sezioni ed alla nomina di un Commissario. Il Consiglio provinciale può disporre, per i motivi indicati al punto due lo scioglimento dei Consigli direttivi della Sezioni comunali; parimenti il Consiglio comunale può disporre lo scioglimento del Consiglio direttivo della Sottosezione, procedendo alla nomina di un Commissario.
I provvedimenti di scioglimento dei Consigli direttivi sono immediatamente esecutivi.


ARTICOLO 32
Patrimonio

Il Patrimonio della Associazione e dei suoi organi periferici è costituito dai beni mobili ed immobili pervenuti all'associazione mediante acquisto, donazione, comodato o altra forma.
I beni devono essere iscritti in bilancio ed inventariati.
Il patrimonio degli organi centrali appartiene a tutti gli iscritti alla Associazione, quello degli organi periferici appartiene agli iscritti a ciascun organo.
In caso di scioglimento della Associazione, il patrimonio dei vari organi verrà destinato secondo le decisioni delle singole Assemblee.
Chi cessa di far parte, per qualunque motivo, della Associazione decade da ogni diritto sul patrimonio sia degli organi centrali sia dell'organo periferico al quale apparteneva.


ARTICOLO 33
Norme finanziarie

L'importo della tessera annuale di associazione è determinato dal Consiglio Regionale; per particolari motivi e per periodi limitati il Consiglio Regionale può ridurre fino alla misura del 50% l'importo della tessere associativa.
Quando particolari esigenze lo richiedano e in facoltà dei singoli Consigli provinciali di disporre, su deliberazione dell'Assemblea provinciale, un aumento dell'importo della tessera annuale, mediante l'aggiunta di una quota integrativa.
Il Consiglio Regionale determina la quota dell'importo della tessera annuale da versare per il funzionamento degli organi centrali e periferici, nonché per l'eventuale realizzazione di particolari iniziative e attività.


ARTICOLO 34
Norme amministrative

Il Consiglio Regionale delibera il regolamento di amministrazione e contabilità dell'Associazione.
Le Sezioni periferiche della Associazione godono di autonomia amministrativa contabile e fiscale; sottopongono il Conto consuntivo dell'attività da essi svolta, alla relativa assemblea.
Il controllo contabile interno è esercitato dal competente Collegio dei Revisori dei Conti.
Gli organi statutari provvedono ai seguenti adempimenti:
a) le Sezioni provinciali, nei limiti delle norme istituzionali e statutarie, godono di autonomia amministrativa contabile e fiscale.
Esse hanno l'obbligo di rimettere al Consiglio regionale entro dieci giorni dall'approvazione dell'Assemblea e comunque, non oltre il 10 maggio di ogni anno, copia del bilancio consuntivo dell'anno precedente e del preventivo
dell'anno corrente, corredate da un estratto verbale dell'Assemblea e della relazione del Collegio dei Revisori dei Conti.
b) i Consigli provinciali debbono rimettere alla Giunta Esecutiva Regionale entro il 10 giugno copia del bilancio consuntivo dell'anno precedente e del preventivo dell'anno corrente, corredate dalla Relazione del Collegio dei Revisori dei Conti.
Il Presidente Regionale ed il Collegio dei Revisori dei Conti Regionale potranno esercitare controlli sulla gestione dei Consigli provinciali e delle Sezioni, sia attraverso l'esame dei bilanci, sia attraverso visite in loco.
Uguale facoltà spetta ai Consigli provinciali ed ai Consigli comunali sugli organi sott'ordinati.
Le Sezioni periferiche, per le loro esigenze d'ufficio, possono autonomamente assumere personale dipendente, o instaurare rapporti di collaborazione solo nei limiti delle disponibilità di bilancio, ferma restando la loro esclusiva responsabilità amministrativa, finanziaria e fiscale per i rapporti che in tal modo vengono ad instaurarsi.
Gli organi della Associazione non possono assumere obbligazioni finanziarie  che non siano coperte dalla disponibilità dei propri bilanci.


ARTICOLO 35
Indennità

Le funzioni di dirigente della Associazione nonché quelle di componente di Commissione sono gratuite, salvo il rimborso delle spese di missione.
E' comunque data facoltà agli organi dirigenti regionali con proprie motivate deliberazioni, di attribuire indennità di funzione ai titolari di cariche o per incarichi specifici.


ARTICOLO 36
Circoli

Quando presso una Sezione o una Sottosezione si costituisce un Circolo la relativa gestione deve essere tenuta, in ogni caso, separata da quella della Sezione o Sottosezione alla quale è aggregato.


ARTICOLO 37
Scioglimento della Associazione

Lo scioglimento dell'Associazione è deliberato dall'Assemblea Regionale con la maggioranza di almeno due terzi degli aventi diritto di voto.
Lo scioglimento della Associazione può avvenire d'ufficio quando si verificano condizioni di particolare persistente gravità che non consentano il conseguimento degli scopi istituzionali.



 
ARTICOLO 38
Norme di rappresentanza territoriale

I Consigli Provinciali dovranno essere rappresentati dal Consiglio Direttivo composto da quattro unità oltre il relativo Presidente, Vicepresidente e Segretario; promuovere la definizione completa di ulteriori Sezioni Comunali.
La costituzione di Sezioni Comunali o Sottosezioni dovranno essere rappresentate dal Consiglio Direttivo composto da tre unità oltre il relativo Presidente, Vicepresidente e Segretario, favorendo la rappresentanza sul territorio.
Il presente Statuto e le relative norme di attuazione approvate dalle Assemblee di riferimento entrano in vigore contestualmente alla loro sottoscrizione.

BONIFACIO CUCCU
ARMANDO GIUFARELLI
GIAMPAOLO SEDDA